Luca Zago
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BODY MIND

PANCAFIT

E’ l’unico attrezzo, brevettato in tutto il mondo, capace di riequilibrare la postura con semplicità ed in tempi brevissimi, agendo sulla globalità delle catene. E’ in grado di ridare libertà e benessere a tutto il corpo attraverso un "ALLUNGAMENTO MUSCOLARE GLOBALE DECOMPENSATO".
Non si tratta di semplice stretching analitico o classico. E’ un allungamento muscolare fatto in postura corretta e senza permettere "compensi", vale a dire quei meccanismi antalgici che il corpo mette in atto per sfuggire alle tensioni, ai dolori o ai semplici disagi che reputa non graditi, o contro la sua normale sopravvivenza. Inoltre tale allungamento utilizza tecniche respiratorie per sbloccare anche il diaframma.

 

 

PILATES MATWORK AND TOOLS

E’ una tecnica di recupero funzionale, ideata da Joseph Hubertus Pilates, in grado di garantire l’equilibrio posturale grazie ad una serie d’esercizi che garantiscono un corretto allineamento del copro. Si basa sull’applicazione di nozioni di neuro-fisiologia e chinesiologia applicata ad esercizi in grado di migliorare la mobilità articolare, la flessibilità e la forza funzionale garantendo risultati funzionali ed estetici. Il Pilates è la moda del momento e potete trovare descrizioni ed articoli su tutte le riviste del settore. Per capire a pieno caratteristiche e proprietà consiglio di provarlo.

  

 

KIROPRATIC EXERCISE TRAINING

Il Kiropratic Exercise Training è un programma d’allenamento ideato per migliorare mobilità articolare, flessibilità muscolare, forza e resistenza funzionale.

Questa tecnica, nata dall’esperienza e dagli studi del ricercatore Boris Bazzani, riprende diverse discipline quali il Pilates, lo Yoga, la Girochinesis, le posture Meziere ed unisce alcuni concetti di fisiologia e neuro-fisiologia adottati dai Kiropratici.

Il Kiropratic Exercise Training è considerata la forma più evoluta di ginnastica posturale in quanto trasferisce il concetto di postura ad azioni dinamiche in modo da rendere funzionale il corpo in quelle che sono le sue attività quotidiane: migliora dunque la capacità del corpo di svolgere attività ludiche e lavorative.

Questa tecnica consente di risolvere disequilibri settoriali, causati dall’accorciamento adattivo* e/o dalla debolezza d’allungamento**, per poi lavorare su intere catene cinetiche.

Gli obiettivi di questa tecnica sono:

  • Migliorare la postura
  • Migliorare la mobilità articolare
  • Migliorare la flessibilità articolare
  • Garantire la stabilità articolare
  • Garantire risultati estetici

Le lezioni si articolano inesercizi che mirano principalmente a liberare le tensioni muscolari del bacino emobilizzare la colonna vertebrale, in tutti i suoi segmenti e in tutti i suoi movimenti eliminando così le tensioni muscolari che ne limitano il corretto funzionamento.

*accorciamento adattivo: è la rigidità che si produce in un muscolo rimasto a lungo in una posizione di accorciamento. Questo comporta tensione e brevità del muscolo stesso che a sua voltacausa una riduzione del range di movimento.

**debolezza d’allungamento:un muscolo che rimane a lungo in una posizione di allungamento, anche se di poco superiore alla posizione neutra fisiologica, diventa debole rispetto al suo antagonista e deve essere dunque rinforzato.


Le basi del metodo

La parola “chiropratica” deriva dal connubio di due parole greche:

  • “Cheir” che significa “mano”
  • “Praktos” che significa “fatto”

Questa arte curativa, il cui nome significa dunque “fatto con le mani”, ritiene cheil corpo umano sia in grado di mantenersi naturalmente in salute senza ricorrere a farmaci o chirurgia.

Benché le origini di questa filosofia risalgano ad Ippocrate, il suo impiego come professione nasce nel 1895 con D.D. Palmer che fondò anche la prima scuola di chiropratica, il “Palmer College”.

Palmer capì che la salute del corpo e dei singoli organi dipendono esclusivamente da un sistema nervoso ben funzionante. Il nostro cervello viene visto come un grande computer che riceve in entrata tutti gli stimoli provenienti dall’interno del corpo e invia in uscita le azioni che l’organismo deve compiere. Tutto ciò utilizzando come canale di comunicazione il sistema nervoso e in particolare i nervi spinali.

31 sono i nervi identificati da Palmer che si irradiano dai lati della colonna, composta da 24 vertebre mobili che partono dal cranio fino all’osso sacro e al cingolo pelvico. Questa funge da protezione per i nervi stessi.

Tre tipologie di fattori, fisici, chimici ed emozionali possono modificare lo stato della colonna creando quelle che i chiropratici definiscono sub-lussazioni vertebrali. Queste alterazioni causano la compressione dei nervi spinali interferendo con i segnali che il cervello veicola in entrata e in uscita, provocando dolore localizzato e disfunzioni organiche.

Analizziamo i singoli fattori:

  • Fisici: tutti i traumi fisici, diretti (cadute, colpi ricevuti) o indiretti (incidenti stradali, colpi di frusta) che il corpo non può neutralizzare, determinano uno spostamento meccanico della vertebra. Ciò comporta un interferenza sul messaggio dei neuroni. Naturalmente un corpo più forte e allenato, come quello di un atleta,può neutralizzare traumi più importanti, ma oltre certi limiti si procura una sub-lussazione vertebrale.
  • Chimici: tutti gli agenti esterni velenosi per l’organismo, come fumo, inquinamento atmosferico, farmaci e droghe (principalmente assorbiti tramite gli apparati respiratorio e digestivo), attaccano direttamente le cellule provocando un disequilibrio chimico che impedisce all’organismo di reagire velocemente alle continue e fisiologiche modificazioni che avvengono al suo interno. Perciò anche la spina dorsale ne risente riportando delle sub-lussazioni.
  • Emozionali: lo stress che accumuliamo nella vita di tutti i giorni produce forti tensioni interne a livello delle vertebre e delle meningi (le membrane che normalmente avvolgono e proteggono il midollo spinale), queste tensioni sfociano poi nelle sub-lussazioni vertebrali.

In conclusione

Il chiropratico agisce manualmente sulle vertebre per eliminare le sub-lussazioni in maniera diretta, non preoccupandosi dei sintomi (degli stati di malessere) ma ricercando l’origine del problema.

Cosa può fare il personal trainer?

Come figura professionale e per competenze, il personal trainer e l’istruttore di fitness in generale, non è ne in grado ne abilitato a svolgere manipolazioni dirette sul cliente.

L’ideale sarebbe però eliminare tutte le possibili cause delle sub-lussazioni vertebrali. Ovviamente questo non è possibile al 100%.

Grazie al protocollo di lavoro proposto da Bazzani possiamo però limitarle unendo alla ginnastica respiratoria, che agisce sullo stress o sugli stati emotivi, una serie di movimenti che permettono di mantenere de-compressa e mobile la colonna vertebrale, limitando così gli schiacciamenti dei nervi spinali e i conseguenti disequilibri di cui risente l’organismo.

Struttura della lezione

Il Kiropratic Exercise Training prevede due fasi durante la seduta: il riscaldamento e la fase centrale o allenante.

Il riscaldamento è finalizzato a preparare la muscolatura della schiena e degli arti inferiori al lavoro che verrà poi svolto nella fase centrale.

Può essere di tre tipi:

  • Generally floor warm up: ossia un riscaldamento generico (eseguiti al suolo), che non utilizza i movimenti della tecnica Kiropratic. Viene utilizzato soprattutto nelle classi di principianti e prevede esercizi di stretching statico, dinamico e P.N.F. atti a scaldare e lubrificare le articolazioni interessate. Sono altresì utilizzati esercizi di ginnastica respiratoria e di visualizzazione della corretta postura in posizione supina e seduta.
  • Specific floor warm up: è un riscaldamento che prevede l’utilizzo di esercizi specifici del Kiropratic, sempre in posizione seduta o supina. Viene utilizzato con individui che conoscono già le basi della tecnica al fine di rendere il riscaldamento parte integrante di quella che sarà poi la fase centrale. In essa, a seconda dell’impronta che si vuole dare alla lezione, vengono inseriti esercizi di altre tecniche, Pilates, Conditioning, Structural stretch .
  • Stand warm up: forma diriscaldamento effettuata in piedi(partendo dal collo). Essa prepara in modo statico e dinamico la muscolatura alla fase centrale della lezione. Viene presentato, a classi in cui il controllo del corpo e dei movimenti sono già stati consolidati. Prevede esercizi di mobilità e di stretching con progressione di intensità e gradi articolari.

La fase centrale è il fulcro della lezione finalizzata alla funzionalità dell’organismo grazie al miglioramento della mobilità e della stabilità con una logica progressione di livello.

Questa fase include tre esercizi fondamentali che vengono eseguiti a tre livelli di difficoltà: principiante, intermedio e avanzato.

  • Arch & Curl: flesso estensione della colonna sul piano sagittale
  • Spiral: rotazione della colonna da destra a sinistra e viceversa.
  • Side to Side: flessione laterale della colonna da destra a sinistra e viceversa.

A questi esercizi fondamentali si abbinano altri complementari detti “Inserzioni” che completano la lezione. Per passare da una posizione alla successiva vengono invece utilizzati movimenti detti “Transizioni”.

Ne risulta una lezione fluida che segue una logica progressione di difficoltà e di intensità degli esercizi.

 

Ideatori del metodo
www.fbiteam.it / www.borisbazzani.com

 

 

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