Luca Zago
Massoterapia classica

MASSOTERAPIA CLASSICA

Il ricorso al massaggio, per eliminare la fatica, alleviare il dolore, rilassare e consentire una più facile applicazione di oli e unguenti sulla pelle, si perde nella notte dei tempi. Probabilmente, rappresenta la più antica forma di trattamento medico.
I primi riferimenti si trovano in manoscritti cinesi che risalgono al 2700 a.C., ma anche nei testi di medicina indiana, quasi 2000 anni più tardi, questa tecnica viene consigliata per ritardare l’insorgere della fatica e, ancora oggi, in India, praticamente chiunque è in grado di eseguirla. Il massaggio ha esercitato una notevole influenza sulla medicina tradizionale di tutto l’Estremo Oriente.

Gli Egiziani all’epoca di Cleopatra, che amavano farsi massaggiare dai propri schiavi immersi in vasche di acqua profumata, e gli stessi greci risentirono di questi positivi influssi. Per quanto riguarda i primi, il massaggio veniva considerato un’arte sacra al pari dei vari rituali religiosi e divinatori.
Omero (poeta greco dell’VIII sec. a.C.) nell’Odissea, parla del massaggio come di un trattamento per il recupero della salute dei guerrieri. Ippocrate, famoso medico ellenico vissuto nel primo secolo a.C. lo definiva con il nome di anatripsis e lo consigliava come terapia fisica. Il massaggio è essenziale anche per i Romani, basti pensare alle cure effettuate agli ospiti delle terme, dove quest’arte viene utilizzata anche per il rilassamento e le cure di bellezza.

Durante il Medioevo il massaggio viene abbandonato: ogni forma di palpazione del corpo viene, infatti, considerata come peccaminosa. Verrà “riscoperto” solo nel Rinascimento, per poi aumentare la sua popolarità nel XVII secolo grazie all’intervento di un medico svedese Henrik Ling che decise di codificare le diverse tecniche. Verso la fine del XIX secolo la tecnica del massaggio cominciò ad essere usata pressoché regolarmente come trattamento medico, tanto che, nel 1894, otto professioniste fondarono la Society of Trained Masseurs.

La complessità dell’organismo ha portato all’evoluzione di una varietà di approcci al trattamento manuale dei tessuti molli. Molte discipline mediche comprendono diversi approcci al trattamento del dolore e della disfunzione, che in medicina occidentale sono principalmente trattati con terapie farmacologiche o chirurgiche.
A seconda delle caratteristiche della patologia, viene spesso indicata anche una pratica fisioterapica, sulla quale è bene fare delle distinzioni.
La fisiochinesiterapia si avvale dell’esercizio fisico e del movimento al fine di riportare a una corretta funzione muscoli e articolazioni; i fisioterapisti tendono a dedicarsi alla riabilitazione del paziente post-chirurgico, del traumatizzato grave o con deformità congenite. L’ambito del massaggiatore, invece, è funzionale al trattamento manuale diretto dei tessuti molli.

La funzione generica del massaggio è indirizzata alla conservazione di un buono stato di efficienza psico fisica della persona ed a ovviare alla decadenza senile dei tessuti cutanei sottocutanei. Se saggiamente dosato, esso può effettivamente risultare benefico al corpo, specialmente alle persone sedentarie con problemi circolatori.
Con la sua azione diretta o meccanica si propone a facilitare la circolazione sanguigna, linfatica e umorale. Essa determina:
- un utile contributo al riassorbimento dei trasudati e degli edemi;
- accelerazione del ricambio dei tessuti trattati;
- una rapida mobilizzazione ed immissione in circolo di eventuali residui di
scorie;
- il facile dissolversi dei depositi organici post traumatici o di altro ricambio (celluliti, pannicoliti, nodosità sottocutanee, nodosità muscolari...) e l’accelerazione del ricambio dell’acido lattico nel muscolo affaticato.

È sull’apparato digerente che in modo particolare il massaggio provoca i suoi benefici effetti. Questi sono dovuti al miglioramento della corrente sanguigna, che facilita l’afflusso di ossigeno e glicogeno e il deflusso di scorie del ricambio specialmente dell’acido lattico accumulatosi nel muscolo affaticato.
I terapisti esperti di massaggio, operano in modo che siano osservati correttamente i principi fisiologici che consentono di riportare il tessuto molle persistentemente retratto, tentando di riportarlo alla sua condizione naturale, libera da dolore, attraverso il tatto e la manipolazione, con precise azioni sui diverso comparti in cui può essere considerati l’insieme della fisiologia umana.

Azione sui muscoli

I crampi muscolari, così frequenti e dolorosi nei soggetti non allenati, vengono spesso eliminati. Il massaggio non va mai praticato sui soggetti troppo affaticati né su arti da molto tempo immobilizzati; bisogna eseguire il massaggio quando le condizioni circolatorie periferiche abbiano superato la fase critica e sia già iniziato il processo di graduale ritorno della circolazione alle condizioni fisiologiche.

Azione sulla cute e annessi

Il massaggio elimina le cellule caduche dello strato superficiale della pelle, mettendo a nudo le cellule più giovani ed attivando così la funzione respiratoria ed escretoria di esse.
Agisce inoltre sulle ghiandole sebacee e sudorifere stimolandone la secrezione.

Azione sulle terminazioni nervose e periferiche

Si manifesta con un effetto antalgico dovuto alla migliorata circolazione locale, per quanto riguarda le terminazioni sensitive e di distensione o rilasciamento per quanto riguarda le terminazioni motorie.
Azione sulle terminazioni o sulle guaine tendinee
L’effetto del massaggio sulle articolazioni e sulle sinoviali tendinee è simile nel suo meccanismo d’azione a quello prodotto sulle masse muscolare. Esso determina infatti una maggiore elasticità dei componenti esterni dell’articolazione (capsula, legamenti) e può costituire, con le indispensabili cautele, un efficace metodo per combattere le retrazioni capsulari e il deposito di sostanze patologiche (post-traumatiche o da alterato ricambio) in corrispondenza della capsula e dei legamenti.
L’azione del massaggio sul muscolo è ancora più benefica nei casi di cicatrici muscolari, di traumi diretti o strappi oppure causate da malattie del ricambio. In tali casi il massaggio determina, con l’aumentata vascolarizzazione, una facile ed evidente trasformazione di tessuti patologici. Il massaggio infine determina nei muscoli, particolarmente in quelli inattivi e ipotonici, un aumento dell’eccitabilità ed un conseguente più rapido ritorno al normale trofismo.
Tale azione eutrofica e stimolante è dovuta alla stimolazione riflessogena che il massaggio porta nella sede in cui viene applicato (che non sono automatiche e che non richiedono l’intervento del sistema nervoso centrale).

Azione indiretta o riflessa

Si manifesta sul sistema nervoso vegetativo in cui la stimolazione distrettuale determina effetti sia locali che generali attraverso la produzione di una sostanza non ben individuata (istamino-simile) la cui immissione in circolo determinerebbe i noti benefici effetti del massaggio sull’organismo.

Azioni sulla circolazione sanguinea

La stimolazione locale dei nervi vaso/motori determina infatti in via riflessa un iperemia attiva il cui rossore e il calore della cute massaggiata sono l’espressione visibile. La temperatura cutanea superficiale, per l’effetto del massaggio, aumenta di 2 o di 3 gradi. Il polso diventa più ampio, ritmico e più regolare. La respirazione polmonare diventa più ampia. I reni aumentano l’eliminazione dell’acqua e quindi quella delle sostanze azotate di rifiuto. Pare dimostrato che anche le ghiandole a secrezione interna risentano beneficamente del massaggio. È da ritenere in definitiva che tutto il complesso organico si avvantaggi della migliorata circolazione sanguigna, sì che l’effetto energetico, eutrofico e stimolante del massaggio è probabilmente da riferire, in ultima analisi, al miglioramento della circolazione nei vari settori corporei.
Normalmente il massaggio va fatto a digiuno oppure 3 ore dopo il pasto e la durata varia dalla tipologia: Per il massaggio igienico-estetico la durata è di circa 30 minuti, mentre per quello terapeutico la durata arriva anche a 60 minuti.

 

Il testo è frutto dell'esperienza e del lavoro della scuola Ecolife

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Stampato in Italia in prima edizione ottobre 2012

 

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